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Spazzacorrotti incostituzionale: la Consulta scioglie i dubbi sulla retroattività
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Pubbl. Mer, 12 Feb 2020

Spazzacorrotti incostituzionale: la Consulta scioglie i dubbi sulla retroattività

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autore Angela Cuofano


La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la portata retroattiva della cd. legge Spazzacorrotti per quanto riguarda i reati commessi precedentemente alla sua entrata in vigore


La notizia è breve e lapidaria, sapientemente diffusa dai giudici della Corte Costituzionale attraverso un comunicato stampa che alleghiamo in calce al testo.

La legge Spazzacorrotti, n. 3/2019, è stata dichiarata costituzionalmente illegittima nella parte in cui, secondo l'interpretazione della giurisprudenza e con riferimento alle misure alternative alla detenzione, le modifiche peggiorative della disciplina sulle misure alternative alla detenzione vengono applicate retroattivamente.

La suddetta normativa, infatti, modificando l'art. 4 bis dell'ordinamento penitenziario, aveva equiparato reati di natura corruttiva ai reati ostativi per i quali è possibile applicare le misure alternative al carcere soltanto quando gli imputati collaborino attivamente con la giustizia.

Il Legislatore non ha precisato però se tale disposizione sia o meno applicabile anche a fatti commessi precedentemente alla sua entrata in vigore, il 31 gennaio 2019.

Il punto centrale nella questione era comprendere se la modifica apportata all'art. 4 bis ordinamento penitenziario abbia natura di vera e propria "pena".

La decisione è arrivata nella giornata di ieri, 11 febbraio 2020. Il Giudice delle Leggi ha ritenuto di accogliere i profili di incostituzionalità avanzati dall'Avvocatura dello Stato. In particolare vi sarebbe contrasto con l'art. 25 Cost. nella parte in cui afferma «nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso».