Criteri redazionali
Modifica paginaLa pubblicazione degli articoli deve seguire criteri di forma inderogabili che è onere degli Autori attuare all'interno delle proprie bozze prima di consegnare il testo per la revisione. Il Comitato dei Revisori, in caso di mancata osservanza delle prescrizioni di forma indicate di seguito, è autorizzato a riassegnare gli elaborati per attuare le dovute modifiche.
Questa pagina raccoglie le regole di forma da osservare nella redazione dei contributi destinati a Cammino Diritto. Non riguardano il merito di ciò che si scrive, che è materia della revisione, ma il modo in cui il testo si presenta: è quello che rende un contributo leggibile, citabile e uniforme al resto della Rivista.
Il mancato rispetto dei criteri redazionali è causa di riassegnazione del contributo per correzioni, o di non pubblicazione.
1. Prima di scrivere
Tre campi vanno compilati in apertura, perché determinano dove il contributo va a finire.
Tipo di contributo. Indica che genere di scritto è: Nota a sentenza, Osservatorio, Dottrina, Opinioni, Editoriale, Notizia. Serve a chi riceve il contributo per sapere con che metro leggerlo, e a collocarlo nella Rivista. È obbligatorio: va indicato prima di salvare la bozza.
Settore. È la materia del contributo, secondo l’Allegato C al decreto ministeriale n. 639 del 2 maggio 2024. Da qui il contributo raggiunge il gruppo di lavoro competente, e cambiarlo può cambiare il revisore assegnato: si sceglie una volta, all’inizio. Senza settore il contributo non viene assegnato a nessuno.
Coautori. Vanno indicati tutti, cercandoli per nome nell’elenco degli iscritti. È vietato omettere chi ha preso parte alla redazione del contributo, come è vietato indicare chi non vi ha contribuito. In nota va precisata la porzione di testo riferibile a ciascun autore, richiamando i paragrafi di rispettiva paternità.
2. Il titolo
Il titolo si scrive in caratteri minuscoli. Restano maiuscole soltanto la prima lettera della prima parola e le iniziali dei nomi propri.
Non porta punteggiatura finale, non contiene punti interrogativi ed evita per quanto possibile il virgolettato.
Titolo in inglese. Traduce fedelmente il titolo italiano e ne segue le stesse regole. È obbligatorio per i contributi scientifici.
3. L’abstract
In italiano. Riassume gli aspetti essenziali del contributo. Va scritto in minuscolo, salve le maiuscole regolari, impiegando i termini con cui un lettore cercherebbe quell’argomento: è il testo che i motori di ricerca leggono per primo.
In inglese. È obbligatorio per i contributi scientifici, facoltativo per i divulgativi. Deve essere una traduzione fedele: eviti che i termini o il significato si discostino dall’originale.
Per i contributi scientifici l’abstract non supera le 350 parole.
4. Le parole chiave
Sono le parole con cui il contributo si trova nell’archivio e sui motori di ricerca. Di norma le ricava il sistema dal titolo e dall’abstract; l’autore può però scriverle da sé, separate da una virgola, e in tal caso valgono le sue. Lasciando il campo vuoto si torna a quelle calcolate.
Se le scrive l’autore, se ne indicano da quattro a sei: sono i concetti su cui il contributo dice qualcosa, non i temi che si limita a sfiorare.
5. Il sommario
Il sommario è il primo capoverso del corpo e comincia con la parola Sommario, in corsivo. Il sistema lo riconosce da lì e lo colloca in prima pagina nella versione impaginata: un sommario scritto altrove non viene individuato.
I titoli dei paragrafi si riportano di seguito, senza corsivo e senza grassetto, separati da punto e virgola, nell’ordine in cui compaiono nel testo. Il sommario comprende sempre le Conclusioni.
Esempio: Sommario: 1. Premessa; 2. Il quadro normativo; 2.1. L’evoluzione giurisprudenziale; 3. Conclusioni.
6. Il corpo del contributo
Il testo è giustificato e articolato in paragrafi numerati progressivamente, con eventuali sottoparagrafi in numerazione decimale: 1., 2., 2.1., 2.2.
Fra il titolo di un paragrafo e il testo che lo precede, e fra il testo e il titolo che segue, si lascia una riga.
Non si impiegano:
- il grassetto;
- la sottolineatura;
- le evidenziazioni e i colori;
- il maiuscolo, salvo i casi in cui la grafia lo richiede;
- spaziature multiple, righe vuote in eccesso e rientri manuali.
Sono ammesse le elencazioni, quando l’argomento le rende più chiare di un periodo disteso.
I contributi scientifici hanno un corpo di almeno 30.000 caratteri, spazi inclusi, escluse note, bibliografia e abstract. Il conteggio, con il minimo accanto, si legge nel pannello Conformità.
7. Lingua e stile
Termini stranieri. Le espressioni in lingua straniera fatte proprie dall’autore si scrivono in corsivo: common law, status, tout court. Le parole latine vanno sempre in corsivo, salvo che compaiano dentro una citazione fra virgolette.
Virgolette. Si impiegano i caporali «...» per le citazioni testuali e le virgolette alte per evidenziare una parola o darle un senso particolare. Le omissioni all’interno di una citazione si segnalano con [...].
Incisi. Si delimitano con trattini brevi, preceduti e seguiti da uno spazio.
Enti e organismi. Si scrivono in tondo, senza virgolette, con la sola iniziale maiuscola: Corte di cassazione, Corte costituzionale, Unione europea.
Denominazioni composte. Maiuscola soltanto sulla prima parola: Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Acronimi. Si riportano nella grafia corrente: AIGA, UCPI, C.E.D.U., D.M.
Opere. I titoli di opere letterarie, cinematografiche e artistiche si scrivono in corsivo.
8. Le note e la bibliografia
Note e bibliografia si scrivono nell’apposito riquadro, distinto dal corpo. La punteggiatura segue sempre il segno di richiamo della nota, salvo il punto esclamativo e il punto interrogativo.
Volumi. Iniziale puntata del nome e cognome in maiuscoletto, titolo in corsivo, luogo, anno, volume, pagina senza l’indicazione «p.» o «pp.».
Esempio: A. ZANNOTTI, Il nuovo diritto penale dell’economia, Milano, 2012, 224 ss.
Articoli di rivista. Iniziale puntata del nome e cognome in maiuscoletto, titolo in corsivo, «in» seguito dal titolo della rivista abbreviato, anno, fascicolo, pagina.
Esempio: A. CARACCIOLI, Il rischio penale per le valutazioni estimative, in Il Fisco, 2015, 28, 2735 ss.
Citazioni riprese. Si impiegano ibid. e op. cit. in corsivo; cit. in tondo.
Fonti in rete. L’indirizzo si riporta in corsivo (www.camminodiritto.it). Non si incollano indirizzi lunghi: si impiega il collegamento ipertestuale sul testo.
Giurisprudenza. Si indicano l’autorità, la sezione, la data e il numero del provvedimento, e la fonte in cui si legge. I riferimenti devono essere verificabili: un provvedimento inesistente o citato per un altro è causa ostativa alla pubblicazione.
Bibliografia. Si colloca in calce alle note, preceduta dalla dicitura Bibliografia in corsivo, in ordine alfabetico per cognome, con il nome puntato dopo il cognome.
Esempio: ARDIZZONE S., voce Incolumità pubblica, in Dig. disc. pen., VI, 1998, pp. 365 ss.
9. Gli allegati
Non si allegano documenti che possano identificare persone. Se l’allegato è un provvedimento, nomi e dati anagrafici vanno cancellati prima del caricamento.
10. Sigle e abbreviazioni ricorrenti
cap./capp., cfr., cit., ed., et al., fig./figg., ibid., infra, n./nn., p./pp., par./parr., passim, s./ss., s.d., s.l., sez., [sic], tab., tav., vol./voll.
C.E.D.U., d.l., d.lgs., d.m., d.P.R., L., Cass., Corte cost., Corte giust. UE, Cons. St., TAR, Trib.
11. Dichiarazioni dell’autore
Alla consegna vanno rese le dichiarazioni previste dal Regolamento: l’eventuale impiego di sistemi di intelligenza artificiale nell’elaborazione del contributo, diretto o indiretto, con l’indicazione delle parti interessate; l’esistenza di situazioni idonee a incidere sull’indipendenza del contributo, e in particolare l’avere trattato la controversia definita dal provvedimento commentato o avere preso parte alla redazione della norma commentata.
Il conflitto dichiarato non preclude la pubblicazione ed è reso noto al lettore in calce al contributo. È l’omissione della dichiarazione a costituire causa ostativa.
L’autore risponde dell’esattezza di tutti i riferimenti normativi, giurisprudenziali e bibliografici, quale che sia lo strumento impiegato per elaborarli.
12. Prima di consegnare
Il pannello Conformità, nella colonna di destra dell’editor, elenca ciò che manca, una voce per riga, e segnala quali mancanze impediscono la consegna. Vale la pena leggerlo per intero prima di inviare: quasi tutte le riassegnazioni per motivi formali nascono da voci che erano già scritte lì.
Si ricorda infine che la revisione è cieca: l’identità dell’autore e dei coautori non è visibile a chi valuta. Vanno perciò evitati, nel corpo e nelle note, i riferimenti che rendano riconoscibile chi scrive, come il rinvio a propri scritti in prima persona.
I presenti criteri sostituiscono ogni versione precedente e si applicano ai contributi consegnati dalla data della loro pubblicazione.
