Sab, 10 Ott 2026 · anno XII · fascicolo IV · mese X ISSN 2532-9871 · riconosciuta ANVUR Assistenza
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Rivista Cammino Diritto Periodico trimestrale · ISSN 2421-7123 · contributo divulgativo Vai al quotidiano →
GIUR-05/ADIRITTO COSTITUZIONALE Modifica

I criteri di classificazione delle Costituzioni

Identificativo
ISSN 2421-7123
Contributo n. 943
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Terzo appuntamento con la rubrica Pillole di Diritto.

Parole chiave criteri · classificazione · costituzioni · appuntamento · rubrica

Due sono i principali criteri di classificazione delle Costituzioni moderne: la rigidità e la lunghezza. Tali concetti, di matrice dottrinale, hanno sviluppato nel tempo un'indubbia valenza sostanziale che, in aggiunta al loro ruolo ordinatore, permette di cogliere rilevanti differenze intercorrenti tra ordinamenti prima facie simili. 

La rigidità di una Costituzione va misurata tenendo conto delle procedure necessarie per la sua modifica. Quanto più il procedimento è gravato da oneri temporali, da maggioranze qualificate e requisiti simili tanto più sarà complesso modificare il testo della Carta. Un esempio di Costituzione rigida è la Costituzione Italiana del 1948, che disciplina all'art. 138 un complesso procedimento di revisione costituzionale. 

Al posto opposto della rigidità troviamo la flessibilità, caratteristica di quelle Costituzioni che possono essere modificate per legge ordinaria: ne è esempio lo Statuto Albertino (1848).

Altro snodo essenziale nella classificazione delle Costituzioni è la c.d. lunghezza (contrapposta alla brevità): una Carta è "lunga" laddove non si limiti ad enunciare pochi, fondamentali principi in materia di diritti e doveri dei cittadini ma articoli il suo testo dettando norme in materia di organizzazione dello Stato. Restando fermi sul nostro esempio è da notare come la Costituzione Italiana sia dunque lunga e rigida.

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ROBERTO SAGLIMBENI, "I criteri di classificazione delle Costituzioni" in Riv. Cammino Diritto, ISSN 2421-7123

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