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Pubbl. Gio, 10 Nov 2016

Passaggio da Equitalia ad Agenzia delle entrate- Riscossione: e se ci fosse la possibilità di non pagare le cartelle?

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Emmanuel Luciano
Avvocato



Cartelle a rischio prescrizione. Chi ha debiti con Equitalia potrebbe essere avvantaggiato dal passaggio di consegne all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: la vacatio, infatti, potrebbe comportare la prescrizione di migliaia di debiti.


Apriamo subito col botto: potrebbe non essere necessario richiedere la rottamazione per non pagare i debiti accertati da Equitalia.

Ed infatti, il passaggio di competenze da Equitalia all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ben descritto da un nostro precedente approfondimento, rischia di far prescrivere numerosi crediti, con la diretta conseguenza che chiunque abbia ricevuto cartelle di pagamento negli anni precedenti potrebbe ritenere più conveniente, piuttosto che provvedere alla rottamazione delle stesse, attendere ancora altro tempo, nella speranza che, nell'interim, decorra la prescrizione e nulla più debba versare allo Stato.

Onde evitare, tuttavia, di ingenerare false aspettative nei confronti dei miei venticinque lettori, occorre effettuare una serie di chiarimenti.

La pubblica amministrazione ci ha da sempre abituato a grandi inefficienze, in particolar modo a seguito di riforme che comportino momenti di trasformazione.

I trasferimenti di competenze da un ente ad un altro vengono gestiti, infatti, ancora con i furgoncini che trasportano carte e scartoffie, tra archivi che si perdono e documenti che non risultano essere più all'interno del proprio fascicolo.

Quello che, però, è sempre stato un peso per i cittadini, ora potrebbe riscoprirsi un vantaggio. Ed, infatti, il trasferimento dei compiti di riscossione da Equitalia Sud s.p.a. all' Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe comportare il rischio (o il vantaggio, a seconda dei punti di vista) che numerose azioni esecutive da intraprendersi nei prossimi mesi (basti pensare ai pignoramentiipoteche, fermi autodiffide, la cui trattazione è stata oggetto di un precedente articolo) vengano sospese in attesa di chiarificazioni degli organi competenti.

In mancanza di lettere di messa in mora, atti di pignoramento od intimazioni di pagamento, molti crediti potrebbero, infatti, prescriversi e non essere più dovuti. Non costituisce, peraltro, una sorpresa che Equitalia impieghi tempi piuttosto lunghi ed effettui le notifiche degli atti interruttivi della prescrizione, proprio a ridosso della decorrenza della stessa, con la conseguenza che i contribuenti possano poi adire l'autorità giudiziaria competente al fine di ottenere l'annullamento dei propri debiti.

A tutela del vero, però, occorre affermare che la nascita di Agenzia delle Entrate-Riscossione si risolverà in una perfetta continuità delle funzioni e, probabilmente, degli stessi uffici di Equitalia, non avvenendo, quindi, un trasferimento fisico vero e proprio. È altrettanto vero che il personale sarà lo stesso; tale conferma di ruolo, tuttavia, potrà avvenire solo previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. Altro fattore questo che, indubbiamente, richiederà tempo, che potrebbe risultare utile ai fini del computo della prescrizione.

Che cosa accadrà, quindi, a tutti quei crediti che, durante queste operazioni, dovevano essere riscossi? Questioni di giorni, di settimane, di mesi (si spera, di anni!), ma molti «andranno in prescrizione» e non potranno più essere recuperati per decorrenza dei termini.

Più di un contribuente potrebbe allora pensare, in questi giorni, piuttosto che aderire alla rottamazione delle cartelle, di attendere la sequenza degli eventi, nella speranza – tutt’altro che remota – che il debito cada in prescrizione. Sorge in mente il famoso proverbio cinese, che recita: «Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico».

Vero è, dunque, che il sopraggiungere del nuovo ente pubblico Agenzia delle Entrate-Riscossione comporterà un aumento di poteri (e non la tanto pubblicizzata collaborazione) in sede di pignoramenti; tuttavia, citando un aforisma proprio della nostra saggezza popolare, non tutto il male vien per nuocere.

Un altro aspetto da non trascurare è il seguente. Il decreto fiscale da poco approvato dal Governo, che comporta l'estinzione di Equitalia sud s.p.a., prevede che lo stesso personale già assunto da Equitalia passi ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (peraltro con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento), previo superamento di apposita procedura di selezione verifica delle competenze.

Ocorre in ogni caso, chiarire il segnificato di «procedura di selezione». Ad oggi non è ancora stato fissato alcun criterio, ma risulta difficile pensare ad un «bando di concorso» vero e proprio, al contrario di quanto sarebbe, invece, lecito attendersi secondo i criteri che la nostra Costituzione impone quando deve effettuarsi l'assunzione di un pubblico dipendente. Se così fosse, infatti, non si comprenderebbe il motivo per il quale a tale personale venga riconosciuta la medesima posizione avuta prima del trasferimento.

C’è, quindi, anche il rischio che le modalità di selezione del personale di Equitalia, che passerà all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, possano essere ritenute incostituzionali.

Ed attenzione perchè non sarebbe il primo caso: basti pensare al caso dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate promossi a dirigenti, con atto interno dell’Agenzia stessa motu proprio: situazione che ha generato la sentenza di incostituzionalità n. 37 del 2015, con la quale la Consulta ha fatto traballare i conti pubblici.

In chiusura, quindi, si avverte: non abbiate fretta di pagare i debiti contratti con Equitalia e, visto che siamo in vena di aforismi propri della saggezza popolare, piace citare un detto che, almeno nella nostra regione, avremo sentito milione di volte: "buon si ma fess no!"