Con la pronuncia 32559 del 23/11/2023 la Suprema Corte di Cassazione ha annullato la sentenza n. 18 del Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, depositata il 09/11/2021, la quale aveva statuito l'illegittimità della proroga delle concessioni balneari fino al 2033, per contrasto della disposizione legislativa con la normativa comunitaria.
Le ragioni dell'annullamento della sentenza e il conseguente rinvio al Consiglio di Stato, sono da rinvenirsi in un vizio procedurale, concernente l'illegittima esclusione di SIB, ASSONAT e Regione Abruzzo dal giudizio.
La Suprema Corte ha dunque statuito come:
In conclusione, il primo motivo dei ricorsi di SIB, ASSONAT e Regione Abruzzo è accolto nei predetti termini, restando assorbito il profilo riguardante la questione di legittimità costituzionale dell'art. 99, comma 2, cod. proc. amm. (sub 1.1-b) e assorbiti anche tutti gli altri motivi proposti nei ricorsi in esame; di conseguenza, la sentenza impugnata è cassata con rinvio al Consiglio di Stato
La Corte di Cassazione ha altresì rigettato la richiesta di pronunciare, ai sensi dell'art. 363 c.p.c., i principi di diritto nell'interesse della legge sulle questioni trattate dalla sentenza annullata, rilevando come
Spetterà al Consiglio di Stato pronunciarsi nuovamente, anche alla luce delle sopravvenienze legislative, avendo il Parlamento e il Governo esercitato, successivamente alla sentenza impugnata, i poteri normativi loro spettanti.
Alla luce di quanto sopra, al fine di comprendere la conclusione dell'annosa questione delle concessioni balneari, bisognerà attendere la nuova pronuncia del Consiglio di Stato o - auspicabilmente - l'eventuale normativa che dovesse essere introdotta nelle more da parte del legislatore.
