Lun, 28 Set 2026 · anno XII · fascicolo III · mese IX ISSN 2532-9871 · riconosciuta ANVUR Assistenza
Rivista scientifica di dottrina
e giurisprudenza
revisione tra pari in doppio cieco
3.990 contributi in archivio
244 autori · 20 settori scientifici
Rivista Cammino Diritto Periodico trimestrale · ISSN 2421-7123 · contributo divulgativo Vai al quotidiano →
GIUR-05/AISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO Modifica

Il riconoscimento dello Stato di Palestina

Identificativo
ISSN 2421-7123
Contributo n. 163
Storia editoriale
Pubblicato il
2.177 letture
Tempo di lettura
2 minuti
312 parole, note escluse
Accesso
Accesso aperto
gli autori conservano i propri diritti
Pubblicato
Abstract

In Italia, come in Francia e nel Regno unito, si fa sempre più forte la possibilità del riconoscimento internazionale della Palestina.

Parole chiave riconoscimento · palestina · francia

L'Italia si accinge, dopo la risoluzione parlamentare del Regno Unito e la discussione in tal senso in Francia, al riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina.

L'obiettivo dichiarato è quello di assolvere all'esigenza di rafforzare la leadership del presidente palestinese Abbas e delle altre legittime istituzioni palestinesi. Peculiarità della mozione parlamentare italiana sul riconoscimento è quella - diplomaticamente corretta - di individuare come capitale del nuovo Stato non Gerusalemme est, bensì Ramallah. Per il resto, a leggere attentamente la mozione, essa risulta in alcuni punti troppo generica, in altri in contrasto con gli stessi (pochi) punti fermi della trattativa di pace, sempre in corso e claudicante. Del resto, le scelte politiche sulla giustezza di un provvedimento di tal fatta non sono oggetto di questa breve riflessione.

Dal punto di vista del diritto internazionale qualcosa cambierebbe. Se la Palestina fosse uno Stato, nei territori occupati dagli Israeliani troverebbe interamente applicazione il diritto internazionale umanitario, con il regime e le garanzie collegate alla occupatio bellica.

La possibilità di interloquire di due Stati, alla quale è prodromico il riconoscimento reciproco, tuttavia, è un atto essenzialmente politico, come tale prescinde dalla effettività nell'esercizio della sovranità che rappresenta il criterio per distinguere ciò che è Stato da ciò che non lo è. In altri termini, come sostiene la più attenta dottrina internazionalistica, il riconoscimento non ha valenza costitutiva della personalità internazionale dello Stato. Solo per fare un esempio di quanto si va dicendo, si pensi al fatto che molti Paesi arabi, ad oggi, non riconoscono lo Stato di Israele.

Se tutto questo è vero, allora la Palestina o è uno Stato (pur temporaneamente impossibilitato ad esercitare la propria sovranità sul territorio oggetto di occupazione) oppure non lo è, a prescindere dalle considerazioni politiche sul riconoscimento. Ergo, le garanzie giuridiche cui si accennava non possono (e non devono) essere collegate alle libere valutazioni politiche sull'opportunità di un riconoscimento internazionale.

Il giudizio dei lettori

Nessun giudizio ancora. Se hai letto il contributo, il tuo è il primo.

Per esprimere un giudizio serve essere iscritti. Accedi — bastano pochi secondi.

Come citare questo contributo

ANTONIO COPPOLA, "Il riconoscimento dello Stato di Palestina" in Riv. Cammino Diritto, ISSN 2421-7123

ISSN 2421-7123 · accesso aperto
Scarica il PDF

Dello stesso autore

Gli autori

Dello stesso settore

Formazione Cammino Diritto

Istituto Nazionale Previdenza Sociale - INPS - 49 posti - Nazionale

Corsi online e preparazione ai concorsi con il metodo Cammino Diritto.

Scopri i corsi →

Eventi e bandi

Pagina generata in 19.894.970 ms · include in testa: 19.894.840 ms