Lun, 21 Set 2026 · anno XIII · fascicolo III · mese IX ISSN 2532-9871 · riconosciuta ANVUR Assistenza
Rivista scientifica di dottrina
e giurisprudenza
revisione tra pari in doppio cieco
3.990 contributi in archivio
244 autori · 20 settori scientifici
25 online adesso
La rivista

Peer Review

Modifica pagina

Nell'ambito della ricerca scientifica la valutazione tra pari (detta anche riesame dei pari o riesame paritario, e meglio nota con il termine inglese peer review) indica la procedura di selezione degli articoli o dei progetti di ricerca, effettuata attraverso la valutazione di specialisti del settore che ne verificano l'idoneità alla pubblicazione scientifica, evitando errori, distorsioni, bias, plagi, falsità o truffe scientifiche.


Motivazioni

La ragione principale della revisione paritaria risiede nel fatto che è spesso molto difficile per un singolo autore, o per un gruppo di ricerca, riuscire a individuare tutti gli eventuali errori, imprecisioni o difetti di un proprio studio, che sia questo più o meno complesso. Questo perché l'autore spesso può essere vittima di bias o perché, in un prodotto intellettuale innovativo, un'opportunità di miglioramento può essere visibile soltanto a persone con conoscenze molto specifiche o di ambiti differenti. Di conseguenza mostrare il proprio lavoro ad altri ricercatori dello stesso campo di studi aumenta la probabilità che eventuali debolezze vengano identificate e, grazie anche a consigli ed incoraggiamenti da parte del revisore stesso, corrette.

Così la revisione raggiunge lo scopo ultimo di filtro delle informazioni e delle ricerche realmente affidabili ovvero verificabili e degne quindi di pubblicazione, scartando spesso quelle non originali, dubbie ovvero non convincenti, false o addirittura fraudolente. L'anonimato – sempre garantito – e l'indipendenza dei revisori, hanno poi lo scopo di incoraggiare critiche aperte e scoraggiare eventuali parzialità nelle decisioni sulla accettazione della pubblicazione, o sul suo rifiuto o rigetto.

Funzionamento

La revisione paritaria sottopone il lavoro o le idee di un autore allo scrutinio di uno o più esperti del medesimo settore. Ognuno di questi esperti fornisce una propria valutazione (solitamente valutazioni di metodo o ricerca di prove valide), includendo anche suggerimenti per l'eventuale miglioramento ad un redattore o ad un altro intermediario (tipicamente, la maggior parte delle valutazioni sono comunicate anche all'autore stesso).

Le valutazioni solitamente includono raccomandazioni esplicite sul testo del manoscritto o della proposta. La maggior parte di tali raccomandazioni rientra tra le seguenti:

  • Accettato — il lavoro è accolto senza riserve.
  • Accettato con modifiche — a patto che l'autore lo migliori sotto determinati aspetti.
  • Respinto ma rivedibile — il lavoro è respinto, ma se ne incoraggia una revisione e una riproposta.
  • Respinto — il lavoro è respinto senza appello.

In questo processo il parere degli esperti di fatto è solo consultivo e l'editore non assume alcun obbligo formale ad accettarne le conclusioni. Inoltre, nelle pubblicazioni scientifiche, gli esperti non lavorano in gruppo, non comunicano tra loro e normalmente non sono a conoscenza delle identità degli altri esperti. Normalmente non vi è necessità che gli esperti esprimano un giudizio consensuale, a differenza di altri ambiti, quale per esempio la giuria di tribunale.

Nel caso i pareri degli esperti divergano tra loro in maniera consistente sulla qualità di un lavoro analizzato, vi sono diverse strategie per dirimere la questione.

La rivista osserva universalmente questa convenzione. I due o tre revisori selezionati riportano al redattore la loro valutazione dell'articolo, assieme a dei suggerimenti per migliorarlo. Il redattore riporta quindi l'insieme dei commenti all'autore (alcuni commenti possono essere stati segnalati al redattore come confidenziali), nel frattempo basandosi su essi, decide se pubblicare o meno il manoscritto. Quando un redattore riceve commenti molto positivi e molto negativi sullo stesso manoscritto, spesso sollecita una o più revisioni aggiuntive per spezzare l'incertezza.

Dopo aver rivisto e risolto qualsiasi potenziale nodo, ci sono tre esiti possibili per l'articolo. I due più semplici sono lo scarto diretto e l'accettazione incondizionata. In molti casi agli autori viene data una possibilità di rivedere il lavoro, con o senza raccomandazioni o richieste specifiche da parte dei revisori.

Nomina dei revisori

Nella rivista il compito di selezionare i revisori è tipicamente affidato a un redattore. Quando un manoscritto viene presentato, il redattore richiede una revisione a studiosi o ad altri esperti, che potrebbero o meno aver già espresso la loro disponibilità a fungere da revisori per quella rivista o editore.

Il reclutamento dei revisori è operato sulla base delle loro competenze affermate nel campo a partire dalle loro pubblicazioni e alla parallela disponibilità degli stessi, che spesso non sono retribuiti e sottraggono comunque del tempo utile alle loro principali attività di ricerca e/o didattica all'interno dei rispettivi istituti di ricerca.

Una buona riuscita del processo di revisione, e quindi un'accurata scelta dei revisori, è nell'interesse del redattore per dar credito di affidabilità alla rivista stessa.

Tipicamente i revisori non vengono scelti tra i colleghi, i parenti o gli amici dell'autore. Ci si attende che i revisori informino l'editore di qualsiasi conflitto di interesse che possa sorgere. Riviste o singoli redattori spesso invitano l'autore di un manoscritto a nominare persone che ritengono qualificate a giudicare il loro lavoro; l'autore può anche indicare candidati da «squalificare», di norma fornendo una giustificazione (tipicamente un conflitto di interesse).

Dopo che un redattore ha scelto i revisori, è tipicamente obbligato a non rivelare le loro identità all'autore e, nelle riviste scientifiche, a non rivelare le reciproche identità. Le regole su queste questioni differiscono a seconda della disciplina accademica.

L'anonimato e l'indipendenza dei revisori sono garantiti in entrambe le direzioni: chi valuta non conosce l'autore e l'autore non conosce chi valuta. È la condizione che tiene il giudizio libero da parzialità.

Pagina generata in 62.935.920 ms · include in testa: 62.935.810 ms