Dom, 6 Set 2026 · anno XIII · fascicolo n. 9 ISSN 2532-9871 · riconosciuta ANVUR Assistenza
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Rivista Cammino Diritto Periodico trimestrale · ISSN 2421-7123 · editoriale della redazione Vai al quotidiano →
GIUR-14/ADIRITTO PENALE Modifica

La Corte costituzionale dichiara illegittima la mancata diminuente in casi di minore gravità di produzione di materiale pedopornografico

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ISSN 2421-7123
Contributo n. 10545
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La Corte costituzionale, con la sentenza del 20 maggio 2024 n. 91, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 600-ter, primo comma, numero 1), del codice penale – per violazione degli artt. 3 e 27, primo e terzo comma, Cost. – nella parte in cui non prevede, per il reato di produzione di materiale pornografico mediante l’utilizzazione di minori di anni diciotto, che nei casi di minore gravità la pena da esso comminata sia diminuita in misura non eccedente i due terzi.

Parole chiave costituzionale · dichiara · illegittima · mancata · diminuente

Pubblichiamo il comunicato della Corte Costituzionale e la frelativa sentenza  n. 91 deposita il 20 maggio 2024.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 91 depositata oggi, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 600-ter, primo comma, numero 1), cod. pen., per violazione degli artt. 3 e 27, primo e terzo comma, Cost., nella parte in cui non prevede, per il reato di produzione di materiale pornografico mediante l’utilizzazione di minori di anni diciotto, che nei casi di minore gravità la pena da esso comminata è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

Il Collegio, nel rammentare la discrezionalità del legislatore nella individuazione delle condotte costitutive di reato e nella determinazione delle relative pene, quale massima espressione di politica criminale, ha, al contempo, ribadito l’invalicabile limite della arbitrarietà e manifesta irragionevolezza.

I Giudici hanno dunque sottolineato che solo una pena rispettosa del canone della proporzionalità, calibrata sul disvalore del caso concreto, garantisce una effettiva individualizzazione della pena e la sua funzione rieducativa.

Alla luce di tali principi la Corte ha osservato che, per il reato di produzione di materiale pedopornografico, la mancata previsione di una “valvola di sicurezza” che consenta al giudice di modulare la pena, onde adeguarla alla concreta gravità della singola condotta, può determinare l’irrogazione di una sanzione non proporzionata, in quanto la formulazione normativa dell’art. 600-ter, primo comma, numero 1), cod. pen., nella sua ampiezza, è idonea a includere, nel proprio ambito applicativo, condotte marcatamente dissimili, sul piano criminologico e del tasso di disvalore, alcune delle quali anche estranee alla ratio sottesa alla severa normativa in materia di pedopornografia; tanto più in presenza di una cornice edittale del reato caratterizzata - proprio nella giusta considerazione dell’elevato disvalore di tale tipologia di reati e per i pericoli agli stessi correlati - da un minimo di significativa asprezza, pari a sei anni di reclusione.

La mancata previsione di una diminuente - analoga a quella prevista per i delitti di violenza sessuale e atti sessuali con minorenne - preclude, infatti, al giudice di calibrare la sanzione al caso concreto che può essere riconducibile, pur nel suo innegabile disvalore, a un’ipotesi di minore gravità, individuabile grazie alla prudente valutazione globale del fatto in cui assumono rilievo le modalità esecutive e l’oggetto delle immagini pedopornografiche, il grado di coartazione esercitato sulla vittima (anche in riferimento alla mancanza di particolari tecniche di pressione e manipolazione psicologica o seduzione affettiva), nonché le condizioni fisiche e psicologiche di quest’ultima, pure in relazione all’età (e alla contenuta differenza con l’età del reo) e al danno, anche psichico, arrecatole.

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LA REDAZIONE, ILARIA TACCOLA, "La Corte costituzionale dichiara illegittima la mancata diminuente in casi di minore gravità di produzione di materiale pedopornografico " in Riv. Cammino Diritto, ISSN 2421-7123

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